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Museo Diocesano
di Padova
Il
Museo Diocesano di Padova, nato in occasione dell'anno giubilare
2000, è allestito nei prestigiosi ambienti del Palazzo Vescovile e
si estende su una superficie di oltre duemila metri quadrati.
Si raccolgono preziose opere di pittura, scultura e oreficeria,
codici e incunaboli, paramenti sacri provenienti dal territorio
della Diocesi di Padova. Esposte in questi spazi secondo criteri
cronologici e per sezioni, le opere testimoniano la ricchezza
culturale, la sensibilità artistica e la profonda fede della Chiesa
padovana dai secoli immediatamente anteriori al Mille fino ai giorni
nostri.
Il percorso espositivo si apre con due preziosi oggetti provenienti
dal Tesoro della Cattedrale: un calamaio trasformato in crismino (sec.IX)
e una formella in steatite con Cristo benedicente (sec.XI).
Risalgono al XIII secolo la croce processionale (1228) e la preziosa
coperta di Evangeliario proveniente dalla Collegiata di Santa
Giustina di Monselice.
Nelle sale del Belvedere sono presentate opere dei secoli XIV e XV
che testimoniano la vivacità culturale e artistica della città e del
territorio. Tra le opere pittoriche di particolare interesse il
ciclo con le Storie di San Sebastiano realizzato nel 1367 dal
pittore veneziano Nicoletto Semitecolo, collaboratore di Guariento a
Padova; e le tavole di Giorgio Schiavone provenienti dalla chiesa di
San Francesco Grande di Padova; tra la produzione orafa spicca il
grande reliquiario della Croce (1435-1453).
Nelle sale del Seicento e Settecento, secoli in cui le chiese si
rinnovano nelle forme architettoniche e nell’arredo sacro, dalle
suppellettili ai parati, sono esposte le opere degli artisti attivi
nel territorio quali la famiglia di scultori Bonazza, Giambattista
Tiepolo con il figlio Giandomenico e Angelo Scarabello, orafo di
Este presente a Padova con la sua bottega.
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Nella sala dedicata al XIX secolo, accanto a opere di pregevole
fattura, sono presentati anche prodotti più semplici, gli ex voto,
manifestazioni di devozione e pietà popolare. Una ricca sezione,
allestita nella sala San Gregorio Barbarigo, ospita i codici e gli
incunaboli della Biblioteca Capitolare. Tra questi sono da ricordare
i libri liturgici della Cattedrale e le opere manoscritte e a stampa
accuratamente miniate provenienti dalle biblioteche rinascimentali
dei vescovi Zeno e Barozzi.
La sezione dedicata ai parati, una scelta del patrimonio esistente
nei depositi della Cattedrale e nelle sacrestie parrocchiali della
Diocesi, documenta le tipologie e la storia del tessuto nei
paramenti liturgici. Spiccano per la loro singolarità due dalmatiche
con manipolo e la stola di fine Quattrocento e, per la sontuosità
con cui sono eseguiti, una pianeta, un piviale, un paliotto
d’altare, una stola, un copriambone, con ricami in filo d’oro e
stemma papale, donati alla Cattedrale dal pontefice Clemente XIII
Rezzonico, prima vescovo di Padova dal 1743 al 1758.
La Cappella di Santa
Maria degli Angeli
Inserita nel percorso museale, la Cappella di Santa Maria degli
Angeli fu costruita nel 1495 per volere del vescovo Pietro Barozzi
nell’ambito della ristrutturazione rinascimentale del Vescovado. La
direzione dei lavori fu affidata a Lorenzo da Bologna, il più
importante architetto attivo a Padova in quel periodo, e la
decorazione ad affresco fu eseguita da Prospero da Piazzola e Iacopo
Parisati da Montagnana, che dipinse anche il trittico
dell’Annunciazione posto sull’altare.
Gli affreschi, eseguiti secondo un programma iconografico incentrato
sul Credo degli Apostoli, dettato dal Vescovo stesso, costituiscono
nel loro complesso una manifestazione per immagini della teologia
della salvezza, fondata sulla redenzione di Cristo e sulla
apostolicità della Chiesa. |