Home   :   Pubblicità su MiaPadova.com   :   Shopping online   :   Mappa   :   Contattaci

 

MONUMENTI A PADOVA

 

. .

 

www.miapadova.com

Cappella degli Scrovegni - Padova

La Cappella è una semplice costruzione a navata unica con volta a botte e un'abside voltata a crociera. Tra il 1303 e il 1305 tutte le pareti vennero decorate da Giotto, per volere di Enrico Scrovegni. Il ciclo di affreschi eseguito dal pittore prevede la raffigurazione di storie e vicende relative alla vita di Cristo e della Vergine. La parete interna nella quale si trova il portone è affrescata con il Giudizio Universale. Sulle pareti più lunghe si trovano trentanove scene divise in tre fasce, mentre, in basso, una quarta fascia è decorata dalle allegorie dei Vizi e delle Virtù. Le figure che Giotto realizza in questo ciclo sono caratterizzate da una grande solidità corporea e da una curata definizione dei chiaroscuri. Giotto dimostra di avere già sviluppato le competenze tecniche per la realizzazione della figura umana. Infatti ha tentato, qui, di rappresentare le figure di scorcio, abbandonando, in parte, la visione frontale o di tre quarti, tipica della pittura bizantina e medievale. Gli studi di Giotto arrivano fino a raffigurare le teste viste dal basso all'alto, come nella scena in cui i soldati addormentati al Sepolcro hanno i volti inclinati. Da rilevare, inoltre, la grande prova stilistica messa in atto nei Coretti, due riquadri in cui Giotto ricrea uno spazio illusorio attraverso il trompe-l'oil che rende un effetto di sfondamento. Nel Giudizio Universale è raffigurato, in basso, il committente Enrico Scrovegni che dona alla Chiesa la Cappella, a dimostrare che l'arte faceva parte del potere delle emergenti classi mercantili ed industriali e non più solo della Chiesa e dei sovrani.

 

Ponte di San Lorenzo - Padova

Il Ponte risale al 40-30 a.C. ed è l'unico conservato di epoca romana. La sua struttura è composta da tre arcate ed è ancora visibile l'iscrizione che reca i nomi dei magistrati che commissionarono la costruzione. Notizie del ritrovamento del Ponte risalgono al Settecento, ma è solo con gli scavi attuati nel 1938 per restaurare Palazzo Bo, che venne totalmente riscoperto. Attualmente è raggiungibile attraverso un sottopassaggio vicino al monumento di Antenore.

 

. .

 

La Specola - Padova

Questa Torre è uno dei simboli più rappresentativi della città. In origine essa faceva parte dell'antico castello duecentesco di Padova, nell'era della dominazione di Ezzelino III da Romano, e la sua fama era legata alla crudeltà del tiranno. Infatti, si dice che Ezzelino nella Torre grande tenesse rinchiusi e torturasse i suoi prigionieri. I successivi signori di Padova, i Carrara, costruirono un nuovo castello sui resti del vecchio, e la Torre fu dipinta con i colori della famiglia a riquadri bianchi e rossi. Di queste decorazioni oggi resta solamente qualche traccia: ad esempio si può vedere un frammento di un'iscrizione carrarese nell'edificio accanto alla Torre, che nel Settecento fu trasformato nella Casa dell'Astronomo. Molto più preziosa è invece una Madonna con Bambino collocata in un ambiente a nord della Torre, e che probabilmente doveva in qualche modo proteggere i soldati in caso di un attacco. Successivamente il castello perse la sua funzione difensiva e dopo un lungo periodo di disuso, la vicenda della Torre arrivò ad una svolta. Nel 1761, infatti, per decreto del Senato veneziano venne istituito un osservatorio astronomico per l'Università padovana. L'incarico di progettare e realizzare l'edificio è affidato a un abate, Giuseppe Tolaldo, che decise di utilizzare la Torre alta del castello per le sue caratteristiche di solidità strutturale e per la sua collocazione all'interno della città, ideale per l'osservazione astronomica. In particolare, la Torre era idonea perchè consentiva un'ottima osservazione verso sud, ovvero verso il meridiano celeste, punto cruciale per lo studio del moto degli astri. E'così che, dopo dieci anni di lavori, nel 1777 la Torre divenne Specola, ovvero Osservatorio, diviso in una parte inferiore a 16 metri dal suolo sulla parete est, e una parte superiore a 35 metri dal suolo nella zona delle merlature. A questa struttura furono aggiunte due piccole cupole, che dovevano contenere degli strumenti e una torretta per permetterne l'accesso. I due osservatori diventeranno rispettivamente sala meridiana e sala delle figure, l'uno perché vi si facevano misurazioni e studi relativi al meridiano celeste, l'altro perché era decorato da affreschi. L'osservatorio superiore, costruito a pianta ottagonale e dotato di grandi finestre alte quasi sei metri, era adibito all'osservazione astronomica con diversi tipi di cannocchiale: da questo ambiente era possibile osservare la volta celeste da ogni angolazione, utilizzando anche la terrazza adiacente. Era stata inoltre costruita una terrazza sopra la sala meridiana per gli studi di meteorologia. In seguito la Specola subì rimodernamenti, sia della strumentazione, sia della struttura, come l'aggiunta di una terza cupola nell'Ottocento o l'edificazione di un padiglione nuovo sul bastione adiacente per accogliere il rifrattore di Mertz. In anni recenti la struttura è stata restaurata allo scopo di ripristinare l'antico ambiente di osservazione astronomica e dal 1994 è stato istituito il Museo della Specola.

 

 

. .

 

MONUMENTI A PADOVA

www.miapadova.com

Copyright 2009 MiaPadova.com

E' vietata la riproduzione e l'utilizzo delle foto senza il consenso dell'autore manitta@aruba.it